Costretti a cedere..il Core rinuncia all’Officina 2011


Scrivo queste righe per comunicare che la nostra associazione, il CORE coordinamento regionale danza contemporanea ed arti performative del Lazio, ha deciso di rinunciare alla seconda annualità dell’Officina COREografica.

Prima di spiegare le ragioni della nostra decisione mi sembra però utile raccontare, soprattutto per chi vive fuori dalla nostra regione, qualcosa sulla nostra Officina e sulle Officine in generale.

Nel 2006, l’assessorato alla cultura della regione Lazio pubblicò un bando biennale aperto alle associazioni del territorio per l’avvio di Officine Culturali.

L’ESPERIENZA DELLE OFFICINE

Le Officine dovevano essere un innovativo modo di intendere la produzione e la fruizione della cultura sul territorio. Delle fucine culturali aperte, che prevedevano laboratori, workshop, rassegne, festival, spettacoli, incontri, residenze. Le Officine andavano ad inserirsi in aree carenti di servizi culturali e avevano sedi presso centri culturali, scuole, strutture industriali dimesse, piccoli teatri. Le attività delle Officine prevedevano, a differenza dei singoli festival o delle stagioni teatrali dei piccoli comuni, quotidianità e continuità nell’area di riferimento, valorizzando così le risorse e le esperienze del territorio.

Da subito le singole Officine si strutturarono in maniera differente a seconda delle vocazioni delle diverse associazioni e delle situazioni dei differenti territori.

Alcune privilegiarono il rapporto con le altre associazioni locali, con le realtà territoriali e lavorarono in particolar modo sulla formazione sia professionale, sia del pubblico, favorendo in territori culturalmente depressi l’abitudine alla visione del teatro e della danza, l’ascolto della musica, l’approccio all’arte..

Altre scelsero invece la strada della produzione e ospitarono in residenza compagnie professionali, favorendo così l’interscambio tra gli artisti ospitati ed il territorio. In questi anni più volte ci è capitato di incontrare in festival nazionali e internazionali spettacoli che avevano tra i coproduttori qualcuna delle Officine. Questo ha permesso non solo a piccole compagnie di portare avanti il proprio progetto artistico, ma ha anche esportato in luoghi di grande interesse culturale il nome della regione Lazio.

Nel 2008 il secondo bando introdusse le Officine Sociali, che dovevano agire attraverso il “teatro sociale”, ovvero “quelle esperienze che usano il teatro e le arti espressive per prevenire o attenuare il disagio nei luoghi dove è forte tale problematica e che perseguono finalità sociali, educative, terapeutiche e di integrazione culturale”. Le Officine Sociali rappresentarono una interessante sperimentazione della cultura come opportunità di integrazione e di crescita umana e civile, mettendo insieme funzione sociale e fattore di sviluppo della comunità locale. Anche in questo caso le Officine Sociali presero differenti strade (non a caso dicevamo che le Officine erano un’esperienza innovativa: la loro natura sperimentale ha permesso la nascita di situazioni completamente diverse tra loro, duttili, adattabili ed adattate ai luoghi) ed andarono ad interagire con le comunità terapeutiche, le prigioni, i campi rom.

L’OFFICINA DI DANZA CONTEMPORANEA

Alla sua terza edizione, nel 2010, il bando introdusse anche un’OFFICINA DI DANZA CONTEMPORANEA, che doveva favorire il radicamento nell’area della regione della danza contemporanea e di ricerca.

Il CORE è stata l’associazione vincitrice di quel bando e in un anno ha realizzato (a fronte di un contributo di 70.000 euro e per un costo complessivo di circa 120.000 euro) 5 laboratori nelle scuole per bambini e ragazzi, 8 tra laboratori e masterclass per danzatori in scuole di danza e associazioni culturali, 1 laboratorio in un museo, 4 laboratori annuali di danza sociale in collaborazione con la ASL di Frosinone, 16 tra spettacoli e performance, 5 residenze creative per compagnie di danza, 3 site specific, una tre giorni di incontri, laboratori e performance ed ha collaborato alla realizzazione di un cortometraggioHa coinvolto 11 comuni della regione ed interagito con le altre Officine e con le associazioni locali. Ha ospitato compagnie di danza di interesse nazionale che avevano avuto poca visibilità nel territorio. Ha coprodotto giovani compagnie sostenendole nella fase creativa.

Tutto ciò concentrando tutte le attività che si sarebbero dovute svolgere in un anno in poco più di sei mesi perchè a causa delle elezioni regionali siamo riusciti a firmare la convenzione con la regione solo a giugno. Ma il pensiero che ci confortava era la biennalità del progetto e la certezza di poter comunque svolgere un lavoro continuativo sino alla fine del 2011.

LE ELEZIONI REGIONALI E IL CAMBIO DI ASSESSORE

Ad ottobre, insieme alle altre Officine abbiamo incontrato il nuovo assessore alla cultura, insediatasi dopo le elezioni, e le abbiamo spiegato che avevamo due priorità per poter continuare a lavorare:

1) la possibilità di ricominciare sin da gennaio 2011, senza interrompere quelle attività come i laboratori che richiedevano continuità;

2) poter aver accesso ai fondi a noi destinati.

Infatti i vincitori del bando delle Officine avrebbero dovuto avere il 50% del finanziamento alla firma della convenzione ed il saldo a fine attività, ma fino a quel momento nessuno aveva ancora ricevuto l’anticipo. L’assessore sembrò comprendere le nostre esigenze assicurando che a dicembre, subito dopo la discussione del bilancio della regione, ci avrebbe fatto sapere qualcosa.

Non riuscimmo a sapere però nulla sino a febbraio, quando ottenemmo un secondo incontro con l’assessore. In quella occasione ci fu promesso che entro marzo 2011 saremmo stati tutti saldati per il 2010 e avremmo firmato la convenzione per il 2011 a cui a breve sarebbe seguito l’anticipo 2011.

Da lì in poi i contatti con l’assessorato si sono interrotti.

LO STATO ATTUALE E L’ETICA DELLA RINUNCIA

Ad oggi il CORE non ha ancora avuto l’anticipo 2010 ne tanto meno il saldo. La convenzione per il 2011 è arrivata solo a fine maggio, in più con al suo interno una sorpresa: le associazioni vincitrici del bando delle Officine erano state considerate come vincitrici di un appalto o come fornitrici di servizi e quindi in dovere di sottostare ad una legge dell’antimafia che serve a prevenire il riciclaggio d i denaro (come se alla mafia interessasse il nostro mondo e i pochi spiccioli che mette in campo). Per cui avremmo dovuto aprire un conto dedicato da cui far uscire tutti i soldi inerenti al progetto Officina COREografica. Inoltre questa regola era retroattiva e tutte le spese sostenute fino a quel momento non ci sarebbero state riconosciute in rendicontazione (CORE aveva già fatto un convegno, una rassegna e dei laboratori). Oltre al fatto che il nostro finanziamento era stato abbassato, per via dei tagli, da 70.000 a 60.000.

Infine, dopo svariati contatti con la ragioneria, rispetto ai tempi di pagamento ci è stato detto che a settembre/ottobre ci sapranno dire se potranno saldarci il 2010 entro dicembre 2011 o se il pagamento slitterà addirittura al 2012.

Davanti a ciò, dopo aver cercato varie strade per cercare di risolvere la situazione, ci siamo riuniti con tutti i soci di CORE ed abbiamo deciso di rinunciare all’annualità 2011 dell’Officina.

Onestamente non siamo in grado e non ci sembra giusto, aggiungere altri debiti ai debiti. Già lo sforzo dei soci CORE, che hanno anticipato i loro soldi con prestiti all’associazione, è stato grande ed esemplare e ci ha permesso di pagare tutti coloro che avevano lavorato all’Officina 2010, dagli artisti ai tecnici agli spazi, perchè eravamo tutti d’accordo che non sarebbe stato veramente etico chiedere a qualcuno di lavorare e poi pagare dopo due anni, cosa che le nostre istituzioni, che dovrebbero aiutarci nella promozione della cultura, fanno con grande leggerezza.

Sono proprio queste le cose che il CORE sta cercando di combattere e ci siamo rifiutati di entrare anche noi in questo meccanismo che da anni stritola il nostro mondo e sta facendo diventare il nostro lavoro un hobby per ricchi. Ed essendo noi un’associazione culturale non potevamo neanche chiedere un prestito in banca senza che il legale rappresentante mettesse delle garanzie personali. E poi, visti i tempi di pagamento della regione gli interessi sarebbero per noi insostenibili.

Quindi con grande dolore abbiamo deciso di rinunciare a fare la seconda annualità dell’Officina. E’ stata una decisione difficile, ma sinceramente crediamo che continuare ad accettare di lavorare in queste condizioni sia una follia.

Ci è dispiaciuto soprattutto per quei tanti artisti, gruppi e compagnie che ci avevamo mandato in visione il loro materiale per avere delle residenze o mettere in scena degli spettacoli. Eravamo entusiasti della qualità delle proposte e togliere ancora un’altra opportunità di crescita in questo momento già così difficoltoso per tutti è quello che ci ha fatto soffrire di più.

Abbiamo molto discusso questa nostra decisione anche con le altre Officine che hanno invece scelto di stringere i denti ed affrontare in queste condizioni l’annualità 2011 e ci siamo detti che avremmo continuato a sostenerci reciprocamente nelle nostre scelte. Ma quello che è emerso soprattutto dalle nostre discussioni è stata la grande amarezza per un percorso, quello delle diverse Officine, che sentivamo in crescita, che di anno in anno andava aggiustando il tiro, che costruiva sempre di più un sistema culturale fatto di una rete che diventava via via più fitta e che ora percepiamo tutti come un’esperienza che si sta chiudendo, per una volontà politica che sinceramente non riusciamo a capire.

Con enorme rammarico

Danila Blasi presidente CORE

5 Risposte su “Costretti a cedere..il Core rinuncia all’Officina 2011”

  1. Elisa Barucchieri scrive:

    il solito scandalo e paradosso all’italiana…
    riusciremo mai a far capire il valore di quanto viene gettato via?
    …e noi che continuiamo a credere e dare

    come possiamo fare, cosa possiamo fare?!!

  2. Serena Susani scrive:

    Non ho parole…l’ennesimo schifo.Io lavoro a Pavia e…non vi dico i salti mortali che son costretta a fare..non vi dico perchè capite benissimo.
    Mi spiace tanto e mi sento coinvolta emotivamente..
    Cosa dobbiamo fare noi artisti per essere considerati ?????

    Spero a presto

    Serena Susani
    presidente assoc.cult. Else4motion promotrice corso di formazione professionale “Qualificarsi nella danzacontemporanea”

  3. valentina bulzi scrive:

    Grande amarezza..

  4. eleonora coccagna scrive:

    Sono fortemente rammaricata per ciò che vi è accaduto. È la conferma di un mio pensiero: i contributi per la cultura anziché aiutare le associazioni metteno a dura prova la loro sopravvivenza, sia per la metodologia di cofinanziamento, sia per i tempi di liquidazione, sia per la mancanza di cooperazione tra diversi enti pubblici nel supportare l’associazione. I contributi sono così esigui che le stesse associazioni che ne beneficiano sono costrette a mendicare servizi di volontariato per far fronte a quelle azioni promesse nei bandi. È da anni che dirigo un festival e sono stanca di correre dietro all’assessore di turno. Quando finirà tutto ciò?

  5. Luigi scrive:

    Cara Danila,
    la tua lettera è molto forte ed asciutta. Sono talmente riconoscibili queste dinamiche anche lontano dal Lazio… La vostra scelta è coraggiosa e condivisibile. Forse tutti dovremmo fermarci…

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